
basato su 11 recensioni, 5 con testo pubblicato
Numero parti per anno
Parto del 2023
Pubblicata il 08/08/2025
Ho avuto un parto molto semplice quindi tutto sommato la mia recensione è positiva. Ma leggendo tutti i punti mi rendo conto di quanto di più si potrebbe fare e non viene fatto. Quindi mi metto nei panni di chi, diversamente da me, ha delle complicanze o necessità e in questa struttura non verrebbe supportata. Ad esempio esperienza allattamento pessima, spingevano perché dessi l aggiunta dell artificiale, sono dovuta andare da una consulente allattamento privatamente per risolvere mastiti, ingorghi e continuare allattamento. Hanno la vasca per parto in acqua ma non il personale L ostetrica però è stata di grande supporto durante il travaglio spiegando a mio marito che massaggio fare per alleviare i dolori
Parto del 2022
Pubblicata il 17/08/2025
Non ho ricevuto alcun supporto emotivo, per l'ostetrica era tutto automatico, continuavano a parlare tra di loro come se io non esistessi. Avevo già raggiunto la dilatazione e non avevo più contrazioni, mi hanno chiesto di spingere fino a che hanno eseguito l'episiotomia. Eravamo ancora in post COVID e ho preferito fare tutto il travaglio in casa, nella mia confort zone. Quando sono arrivata in ospedale dopo neanche un'ora ero già in sala parto. Alla visita dopo 40giorni mi dicevano che andava tutto bene ma in realtà la ferita dell'episiotomia si è rimarginata male causandomi due anni di problemi sia durante i rapporti che anche sono per stare seduta..solo grazie ad esercizi per il pavimento pelvico eseguiti in autonomia adesso dopo tre anni sento di aver ripreso il controllo.
Parto del 2024
Pubblicata il 03/09/2025
Ciao a tutte, beh ad essere sincera per me la parte traumatica non è stata il parto di per sé (come atto vero e proprio) bensì il pre - ed il post! Il pre, perché mi hanno dovuto indurre le contrazioni e durante tutta la nottata ho sofferto tantissimo ed in più ero da sola.. nel post perché ad oggi ritengo che il post parto sia un periodo molto delicato che cambia l’andamento della relazione con il bambino e di per sé la visione della Maternità. Bisogna avere supporto oltre che fisico soprattutto PSICOLOGICO! Brutto da dire , ma vi ritroverete a non tollerare persone o situazioni e alla lunga vi porteranno allo sfinimento.. quindi iniziate a mettere dei confini fin da subito e chiedete aiuto senza porvi alcun problema, chi vi ama vi aiuterà anche senza chiedere.. buona fortuna in questo viaggio infinito d’amore e “chi me l’ha fatto fare!?”
Parto del 2025
Pubblicata il 27/01/2026
Sono arrivata in ospedale a 39 settimane dicendo di avere già i dolori. Nonostante ciò, ho fatto 3 piani di scale da sola. Nessuno mi ha accompagnato e nessuno mi ha indicato dove fosse l'ascensore. Durante la visita mi viene detto che sono a 3 cm e mi viene data una stanza. La stanza era lontana da dove venivano fatte le visite, quindi ho dovuto camminare da sola avanti e indietro per il corridoio tutte le volte che l'ostetrica mi doveva visitare. Durante il travaglio, ho vomitato e sporcato tutto il bagno, a causa dei dolori. Ho premuto il pulsante per chiedere aiuto ed è venuta un'infermiera la quale mi ha detto che fino al mattino non c'era nessuno che potesse pulire. Quindi ho pulito io nonostante le forti contrazioni. In sala parto, il ginecologo che mi ha assistito mi ha detto di non gridare, mi ha fatto l'episiotomia senza il mio consenso (nemmeno mi ha detto che mi stava tagliando) e mi ha attaccato la ventosa sempre senza dirmi nulla. Quando mi ha dato i punti, mi ha nuovamente intimata a stare zitta e a non lamentarmi. Durante la degenza il bambino è stato con me praticamente H24. Se lo portavano al nido solo il tempo necessario per i controlli. Nessuno mi ha chiesto come stesse andando l'allattamento. Anzi, ogni 3 ore passavano per lasciare il latte artificiale ed erano pure infastidite che non lo volessi. Chi non vuole allattare, deve comunque portarsi i biberon da casa, loro non ne hanno.
Parto del 2023
Pubblicata il 26/08/2025
Ho avuto un parto cesareo d'urgenza. Nonostante non fosse programmato tutto è andato per il meglio e durante il parto mi sono sentita sostenuta dal personale e in sala operatoria. Purtroppo non mi hanno messo mia figlia appena nata sul petto come speravo, immagino perché nata prematura e volevano accertarsi che stesse bene. Me l'hanno fatta vedere di sfuggita prima di portarla via dalla sala operatoria. Poi una volta tornata in stanza finalmente ho potuto tenerla tra le mie braccia e ho iniziato subito ad allattarla. Con noi c'era anche il papà per un paio di ore. E' stato il momento più emozionante. Poi hanno concesso ad una mia parente di rimanere ma solo la prima sera. Il resto della degenza per me è stato un incubo. Mi sono sentita terribilmente sola perché non erano concesse visite di nessun tipo. Ricordo ancora piagendo quella sensazione orribile di solitudine e la voglia di avere un abbraccio dalle persone che ami. Mia figlia era sempre con me ma io non potevo darle la giusta assistenza perché ancora dolorante. Per fortuna il sorriso di mia figlia mi ha dato la forza di affrontare quei giorni e alla fine sono tornata a casa da mio marito e dalla mia famiglia stremata psicologicamente. Quei giorni di degenza post-parto rappresentano per me un vero trauma e ancora dopo anni piango quando ricordo quei momenti. Secondo me una neo mamma ha bisogno dell'affetto e del sostegno dei propri cari e non deve essere lasciata sola, soprattutto la notte. Dovevano concedere la possibilità di avere l'assistenza di una parente ogni giorno e ogni notte, anche solo per avere conforto in un momento così delicato per una donna. Per non parlare della figura paterna resa inutile da questo regolamento. Mio marito ha rivisto mia figlia dopo giorni e non è stato giusto neanche per lui. Un'altra pecca è stata la poca organizzazione e comunicazione tra reparti. Per farmi una visita cardiologica prima di dimettermi ho dovuto aspettare giorni, allungando così inutilmente la mia degenza e impedendomi di tornare a casa dai miei cari dove potevo essere assistita nel migliore dei modi. Non so se tornassi indietro rifarei le stesse scelte, ma sicuramente pretenderei con maggiore insistenza di avere una persona di famiglia accanto a me.
Può essere un’occasione preziosa per ascoltare le mamme e raccogliere spunti utili.
Un piccolo gesto può diventare un grande aiuto, il tuo racconto renderà più consapevoli le donne che stanno per affrontare il parto.